L’abito da sposa è un bene meraviglioso in sé, ma anche carico di significato e di valori: l’amore, in primis, ma anche la stima e la fiducia reciproca. Sentimenti di coppia, che possono acquistare valore universale.

Questo pensava una persona che ha perso la vita per aver provato ad indossare l’abito da sposa come un simbolo, uno strumento di pace e fiducia nel prossimo, in un immaginario matrimonio con centinaia di sconosciuti di tutto il mondo.

Parliamo di Giuseppina Pasqualino di Marineo, nota come Pippa Bacca, la giovane artista milanese nipote del famoso artista Piero Manzoni, violentata e uccisa il 31 Marzo 2008 a Gebze, Turchia.

Pippa Bacca tiene un melograno

Forse ispirata dallo zio, anch’egli scomparso in giovane età, impegnato nella realizzazione di inusuali performance con la partecipazione attiva del pubblico, Pippa aveva intrapreso da subito la strada dell’arte performativa (visita il sito www.pippabacca.it per conoscere l’artista).

L’8 Marzo 2008 Pippa si incamminò, insieme all’artista Silvia Moro, entrambe in abito da sposa, lungo il Brides on Tour, viaggio sostenuto da Byblos, che da Milano doveva arrivare fino a Gerusalemme passando da Serbia, Bosnia, Bulgaria, Turchia, Libano, Palestina, Israele, Siria “per realizzare un matrimonio con la terra , la pace, con la gente tutta”, specialmente dei territori di conflitto (tutte le informazioni sul sito http://bridesontour.fotoup.net/).

Gli abiti furono concepiti dal direttore artistico di Byblos Manuel Facchini, in base alle caratteristiche funzionali e personali delle due artiste.

Bozzetti abiti da sposa Pippa Bacca e Silvia Moro

I vestiti furono realizzati in due copie (una da conservare e una da indossare on tour), utilizzando fibre naturali, per agevolarne il lavaggio e rispettare la natura.

Negli intenti del progetto gli abiti indossati dalle artiste dovevano diventare “una vera e propria opera in progress che subirà numerose evoluzioni durante il corso del viaggio, diventando poi motivo di confronto e riflessione con gli abiti originari al loro ritorno, durante una mostra”, che doveva svolgersi subito al termine del viaggio, previsto per il Novembre dello stesso anno e che si tenne invece presso la Byblos Art Gallery di Verona dal Marzo al Maggio 2009.

Abiti Byblos per Pippa Bacca e Silvia Moro

L’obbiettivo del viaggio era “di esplorare e raccogliere ogni testimonianza possibile, a mezzo video-fotografico ed epistolare, relativa all’incontro delle diverse culture, e ai rispettivi universi simbolici, comunque connessi tra loro da un’origine e da un immaginario che sfata il concetto di confine e limite geografico”.

Pippa Bacca in abito da sposa con velo al vento

In questo contesto l’abito da sposa non è stato, come di consueto, trattato come un delicatissimo simulacro da indossare dapprima il giorno delle nozze e poi riporre in un baule, ma, al contrario, è stato vissuto appieno, perdendo via via il tipico candore e diventando “il diario narrato dalle tracce lasciate dalle materie dei luoghi attraversati”.

Diversi i rituali-performance organizzati dalle artiste durante il viaggio, ad esempio la “Lavanda dei piedi”, tenuta da Pippa alle ostetriche del posto “come simbolo di riconoscenza e gratitudine verso queste donne che permettono alla vita di nascere in luoghi in cui la guerra troppo spesso non ne ha rispetto”.

Pippa Bacca lava i piedi

Dopo aver attraversato Slovenia, Croazia, Bosnia e Bulgaria, Pippa e Silvia arrivarono in Turchia il 20 Marzo 2008. A Istanbul Pippa si separò temporaneamente dalla compagna, e il 31 Marzo accettò un passaggio che le costò la vita.

Spiegava Pippa: “La sposa è il bianco, la luce, il femminino, generatrice di vita, quindi di pace, dell’amore e della purezza”.

Pippa Bacca cammina di spalle con abito da sposa

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